Ricevo e volentieri pubblico.

Guido senza meta, sognante e pensoso, colmo di speranze e forte di capacità e giovinezza. Esco dalla stradina di campagna con la testa fra le nuvole, compiacendomi del sorriso accennato appena colto dal piccolo specchietto davanti a me. Poi, un forte scossone altera la quieta espressione dei miei occhi cerulei. Quindi un altro e poi un altro ancora. Le scosse continuano imperterrite e mi ritrovo attento all’asfalto, ma lento e impacciato nell’evitare il camion di fronte, scampando un impatto frontale con il muso della mia auto. Lo sguardo impaurito scorge alla mia destro un segnale informativo, ammaccato e impolverato. Benvenuto a Francavilla, recita. Ma vaffanculo, urlo con voce singhiozzante. Le buche continuano e dopo il cartello la vista mi regala palazzi giallo canarino con inserti rosso sangue. Sangue versato nei suoi stessi cortili abbandonati, dove il nome di un Dio inesistente risuona tra colpi di pistola e storie da cento euro mal tagliate. Più avanti, cento fossi e 20 anni di evoluzione buttati nel cesso dopo, un incrocio stradale ben trafficato mostra tutto il suo orgoglio circondato da baretti squallidi che circondano una scultura grigio zolfo esteticamente sgradevole, costata solo favori e raccomandazioni. Il primo libro della moderna Divina Commedia prosegue su binari incerti, tra fossi che un tempo erano strade, odore di birra da prima mattina e auto tedesche impagate. Parcheggio l’auto con ritardo, districandomi tra strisce blu e macchinette fallimentari, bevo un caffè e riparto impaurito. In periferia, la zona industriale pare pregna di buste paga ritoccate o consumate dal nero, laddove rozzi imprenditori violentano grammatica e intelligenza, avvallati da politici estranei al concetto di meritocrazia. Guido senza meta, disilluso e pensoso, svuotato da sogni e da dignità. Il cartello alla mia destra non mi è mai parso così bello, scintillante e luccicante.
Addio Francavilla.

T.L.

Euprepio Benito Curto, detto Uccio, nasce il 24 Gennaio 1952 a Francavilla Fontana, nel Nebraska, da Tom, contadino di colore, e Marie Fontaine, camionista. La nascita del futuro politico francavillese è, come spesso capita, avvolta nella leggenda. Se pare troppo colorita l’ipotesi secondo cui la stella cometa finì in cassa integrazione proprio quel giorno, pare veritiera l’esclamazione che l’infermiera di turno si lasciò scappare circa le dimensioni del pargolo: “Buon Dio, ma codesto bimbo è un NANO!”. Dotato di una fervida immaginazione, il piccolo Uccio cresce nella convinzione che il Fascismo sia stato bene e che lui sia esteticamente gradevole, due falsi storici che formeranno in maniera sensibile la sua discussa personalità. Dopo un’adolescenza passata a collezionare Barbie di razza bianca e scimmie marine acquistate con periodica cocciutaggine, il giovane Euprepio consegue la maturità classica, ideale trampolino di lancio per una laurea in Scienze Politiche e Fantasy con una tesi, purtroppo mai pubblicata, sulle Politiche Sociali nella Terra di Mezzo. Gli anni successivi all’affermazione accademica si dimostrano fondamentali nel percorso del giovane Curto che, senza abbandonare la sua passione per il fascismo, ottiene un posto di lavoro in Banca. Mostrando subito naturale preisposizione, Uccio impara a maneggiare, ad amare e a legarsi a doppio filo al denaro. Dopo aver ricoperto incarichi nell’amministrazione comunale, Curto entra nel mondo della politica che conta nel 1994 quando, dopo la caduta di quello schifo che è stata la Prima Repubblica, si candida al Senato e, nel marasma generale, viene anche eletto. Prende vita una carriera costellata da grandi successi (ricordiamo la vittoria al Festival di Sanremo con il brano Fiumi di Parole con i Jalisse, il Grammy come Miglior Attore non Protagonista in Amore Estremo “davanti” a Rocco Siffredi, e il secondo posto nel GP di Montecarlo, dietro Schumacher). Successi che agevolano e rafforzano il suo potere politico, tanto da ottenere una riconferma al Senato e la vittoria di un disco di platino con il brano “Scat Man”. Sfumata la candidatura a Doge di Francavilla, il XXI secolo porta l’ottimo Curto ad affrontare una serie di catastrofi che scalfiranno la sua figura. Dopo la scandalo parentopoli e le assurde accuse di presunti favori ad amici e famigliari nell’ambito dei concorsi pubblici (che non faranno altro che sancire la superiorità della razza Curto su tutti gli altri Hobbit), nel 2004 Uccio esce con le ossa rotte dallo scontro con il notaio Errico per la presidenza della Provincia di Brindisi con un eclatante risultato di 2-0 (doppietta di Van Basten), in grado di far vacillare per la prima volta la sua panchina. Ciononostante, il Senatore si riscatta quasi immediatamente, ottenendo per la terza volta la nomina di Senatore e conseguendo un ottimo risultato alle elezioni comunali, mostrando i muscoli a chi ormai lo dava per finito. Poi, quando persino i più critici tra gli elfi sono ormai rassegnati a ritrovarselo tra i coglioni vita natural durante, ecco il colpo di genio: nella primavera del 2008 il tenero Euprepio cade nella trappola comunista messa in piedi dal giornalista Calabresi che, travestito goffamente da imprenditore/mafioso russo chepuretuanonnadinovantanniavrebbeannusatolafregatura, offre al senatore un cospicuo aiuto per la prossima campagna elettorale in cambio di un appoggio politico finalizzato all’apertura di un Casinò in terra di Fasano, con tanto di Prime Time su LA7. È la fine di un sogno: sfuma la quarta candidatura al senato, è rifiutato come candidato sindaco in favore del comico Della Corte, è scalzato dalle classifiche di vendita dal duo Ferrarese-Albano e, infine, esce dalla classifica dei 100 nani più sexy del mondo stilata dalla rivista Cosmopolitan a beneficio di Albino. Al momento, Curto è tutto indaffarato a salvare il suo onore politico tramite la creazione di una lista civica di stampo medievale, Alleanza per Francavilla. Sticazzi.

Hanno detto di lui:

“È altoooooo” Rebecca Di Castri, III elementare

“Beddu giovine” Antonia DeStratis, 97 anni

“Non è il caso” Luigi Vitali, a Pasquetta

“Curto chi? Il cantante?” Gianfranco Fini

Nato nel 1955 a Taranto da padre Jugo e madre Slavia, si laurea in giurisprudenza nel 1978 presso la facoltà di Bari. Nonostante un’adolescenza vissuta tra mille difficoltà, in parte dovute alla sua scarsa avvenenza fisica e in parte causate dai problemi di integrazione etnica tipici di quel periodo, il giovane Luigi riesce negli anni accademici a guadagnarsi la stima dei suoi coetanei grazie a indiscusse capacità oratorie unite ad un’estrema abilità nella danza classica. Indeciso fino all’ultimo quale dei due passatempi coltivare, scende in politica per la prima volta nel 1980 quando, dopo essersi slogato una caviglia durante l’esecuzione de “La Morte del Cigno (lui era il cigno)”, viene acquistato da Francavilla con un contratto oneroso che lo porta, giovanissimo, ad affacciarsi sul variegato palcoscenico politico della cittadina pugliese, allora popolato da personaggi oramai mitologici quali Ninì Passiatore, Michele Iurlaro e Mimmo Ammaturo. Animali da prima repubblica, che castrano a più riprese le innovative idee del futuro parlamentare. Dopo tangentopoli, però, anche Francavilla sembra attraversata da una ventata di aria fresca e la figura di Berlusconi si incarna alla perfezione nella pelata del buon Vitali che coglie la palla (l’unica!) al balzo e dona a Francavilla le meraviglie di Forza Italia, mostrando lungimiranza e capacità. Da qui in avanti, per Gino, la carriera è tutta in discesa. Ininterrottamente candidato ed eletto a deputato dal 1996, Vitali è, insieme al suo collega Uccio Curto, lo scultore principale di quella splendida scultura che è oggi Francavilla Fontana. Dopo aver attraversato indenne lo scandalo sui concorsi pubblici, la figura di Vitali, per quanto contestata a più riprese dalla Buon Costume, è tutto sommato immacolata. Questo lo porta, suo malgrado, a ricoprire un ruolo marginale nel rosters di Supereroi Francavillesi, dove è perennemente adombrato dal collega Curto. Ma l’anagrafe è dalla sua parte. Siamo certi che Gino abbia ancora tante cartucce da sparare.

Hanno detto di lui:

“Bell’uomo. Quello affianco a Gino, intendo.” Antonia, cittadina, durante un comizio.

“E ora, il Gabibbo!” Francesco, 23 anni, buontempone.

“Mi stai schiacciando!” Clementina, la moglie.

“Bell’uomo. Quello dietro di lui, intendo”. Antonia, sempre lei, durante un altro comizio.

Uccio Curto, durante la trasmissione Franca…mente di qualche tempo fa, ha detto:
In politica tutto è permesso!

Encolpio, per tutta risposta, dice:
Ma manco per un cazzo!

Una nuova e sconvolgente rubrica nasce su Fontana Sporca.
Ogni volta che un politico rilascerà una dichiarazione, il vostro generoso Encolpio aiuterà i tanti cittadini lacunosi in politichese a comprendere al meglio i pensieri della nostra competente classe dirigente. “Perché la saggezza di pochi possa arrivare a tutti.”

Curto ha detto:
Nella giornata di ieri, il presidente provinciale di Alleanza Nazionale, Euprepio Curto, ha voluto chiarire la sua “assoluta non condivisione della candidatura di Della Corte”, giudicandola “debole e inadeguata”. La non condivisione non è solo legata a ragioni di metodo, è anche legata a questioni di merito. Infatti la mia trascurabilissima opinione è che la candidatura di Della Corte sia semplicemente inadeguata ad affrontare gli enormi problemi di una città alle prese con una burocrazia in buona parte refrattaria ad abbandonare le proprie rendite di posizione. E’ una candidatura carente di quel sano decisionismo capace di dare una svolta ad una città ferma ed impaludata. Al contempo, Curto chiede a Vincenzo Della Corte il confronto con le primarie: A Vincenzo Della Corte chiedo di aderire ad una sorta di “ravvedimento operoso”, oppure di accettare il confronto con le primarie da tenersi entro il mese di ottobre. Tertium non datur (traduzione, una terza possibilità non è concessa). E continua: L’obbiettivo principale è impegnarmi a non distruggere tutto quanto, insieme a tanti altri amici, costruito in anni di duro ma esaltante impegno politico.

Encolpio legge:
Nella giornata di ieri, il presidente provinciale di Alleanza Nazionale, Euprepio Curto, ha voluto chiarire il suo assoluto divieto alla candidatura di Della Corte, giudicandola assolutamente in contrasto con i suoi piani di conquista del pianeta. Infatti, la vincolante opinione del ex senatore è che la candidatura del bonario Vincenzino sia semplicemente inadeguata ad affrontare gli enormi problemi di una città alle prese con lotte di potere interne alla coalizione, in cui lui stesso sta faticosamente arrancando per riprendersi la sua antica posizione. È una candidatura carente di quel dittatoriale decisionismo capace di dare una svolta ad una città che, con fatica e lavoro, è stata trascinata nella merda. Al contempo, Curto chiede a Vincenzino il confronto con le primarie, nel tentativo di recuperare una partita che lo condannerebbe al limbo politico delle liste civiche ovvero di levarsi dalle palle senza troppi fronzoli, che qui siamo gente seria e c’abbiamo da fare. Ovviamente, non c’è alcuna alternativa a quanto detto, ci mancherebbe solo perdere tempo con il dialogo. E continua: l’obiettivo unico è quello di impegnarmi nel non perdere tutto il potere accumulato negli ultimi anni, in quello splendido percorso politico che ha permesso, a me e ai miei parenti, di cospargere per il paese una quantità di vaselina di gran lunga superiore alla media nazionale.

Ricordiamo che, al momento della pubblicazione, il politichese antico è una lingua solo in parte conosciuta e che, pertanto, la traduzione di Encolpio è da intendersi un’amichevole e poco pretenziosa interpretazione del complesso pensiero Curtiano.

A cura di Sergia Tataranelli

Dopo un inizio con i botti, Encolpio è stato costretto, tempo addietro, a ritirarsi dalla scena dei blog francavillesi. Un’ esclusiva intervista spiega le cause e i motivi dietro alla perentoria decisione, lasciando peraltro trapelare una fievole speranza circa un sorprendente ritorno.

Sergia: Encolpio, innanzitutto lasciami dire che è davvero un piacere conoscerti di persona. Eh sì, devo ammettere che sei incredibilmente affascinante. Qual è il segreto della tua bellezza?
Encolpio: Cara Sergia, così come il concime rende una pianta sana e rigogliosa, allo stesso modo la merdazza che Francavilla caga di continuo nutre il mio corpo e la mia mente con risultati inaspettati.

Sergia: Paragone cazzuto, non c’è che dire. Prima di inoltrarci nel fulcro della tua intervista, che ne dici di partire dall’inizio? Raccontami l’epifania di Fontana Sporca.
Encolpio: C’è poco da dire. Dopo lo scandalo Casinopoli e le giustificazioni di Curto, cominciai a sentirmi frustato e comunista. Non il massimo della vita, potrai capirmi. Così pensai di creare una valvola di sfogo adeguata alla mia indole. Prendere in giro la gente importante (AHHAHAHAHAH) di Francavilla mi sembrò essere un ottimo modo per ammazzare la noia e di fare pulizia nella moralità viziata del nostro cesso di paese.

Sergia: Poi, però, hai tirato subito lo sciacquone e sei sparito. Puoi darmi delle ragioni?
Encolpio: Le ragioni sono state di natura assolutamente personale. Quando lessi il comunicato di Curto pubblicato dal Quotidiano, dove l’ex Senatore esponeva le ragioni della sua mancata ricandidatura al senato, fui ricoverato d’urgenza in ospedale, dove rimasi per mesi in stato vegetativo. La prognosi era gravissima: coma da mancato contraddittorio, collasso di intelligenza e frattura scomposta del buon gusto. La riabilitazione fu lunga e faticosa. Mi sono ripreso da poco.

Sergia: Pensi di tornare a pubblicare qualche dissacrante post sul tuo blog?
Encolpio: Ci sto pensando. Il mio medico è assolutamente contrario. Ma l’altro giorno, mentre giocavo agli indiani con Gino Vitali, ho ascoltato in radio il messaggio della cellula di Al Qaeda registrato da Filomeno. Pare che gli Stati Uniti non l’abbiano ancora beccato. Potrei decidere di intervenire.

Sergia: Sarebbe un atteggiamento stoico, il tuo. Dimmi la verità, quanto ti manca Marinotti?
Encolpio: Tanto. Durante la riabilitazione in ospedale, per tirarmi su di morale, leggevo l’introduzione firmata dall’ex sindaco pubblicata sull’opuscolo informativo stampato alla vigilia della Notte Bianca Francavillese. Gente in grado di far rivoltare Dante nella tomba in quel modo, amica mia, in giro non se ne trovano più. A volte mi chiedo chi mai potrà colmare il vuoto lasciato da Marinotti. Moby Dick? King Kong? Giuliano Ferrara?

Sergia: So che hai incontrato di recente Marinotti, durante una cena. Come l’hai trovato?
Encolpio: Era in gran forma. Rotonda, ovviamente.

Sergia: Durante la tua assenza c’è stata una piccola polemica che ha coinvolto il colore delle camicie di Pietro Iurlaro. Qual è la tua idea in proposito?
Encolpio: Che è meglio continuare a vederlo indossare camicie improbabili piuttosto che ritrovarcelo nudo sul palco.

Sergia: Un’ultima domanda. Gira voce che Uccio Curto sostituirà Topolino come testimonial del Monopoli. Cosa ne pensi?
Encolpio: Non so, davvero. Ho sempre preferito Paperino, io.

Ringraziamo Encolpio per la corposa intervista. Nella speranza che il simpatico Satiro torni a ripopolare le fantasie dei tanti coprofagi francavillesi, possiamo tornare tutti ai preparativi per la festa comunale.

A presto.

«Simpatico Encolpio,
come fai a sopportare la pessima condizione dell’asfalto a Francavilla? La mia auto comincia a risentirne.»

Paolo B.

Caro Paolo, in effetti all’inizio non riuscivo a sopportarla per niente. Dopo aver distrutto due paraurti anteriori e aver fottuto le sospensioni, ho raggiunto un compromesso con me stesso. Penso a Curto con la fascia di sindaco che, nudo in un bagno turco, si fa lavare la schiena dalla Dottoressa Gargiulo e da Emanuele Modugno, anche loro nudi. Prova anche tu, e vedrai che dopo un pensiero del genere anche una ruota scoppiata ti apparirà un piacevole diversivo.

«Arguto Encolpio,
perché al cinema di Francavilla ci sono sempre dei film di merda?»

Giorgio

Perché i francavillesi sono persone aperte, amanti dello stare in piazza a discutere, dei caffè all’aperto e del rutto libero accompagnato da scatarrata. Quindi, al cinema non ci va nessuno perché troppo poco ottocentesco e perché è vietato scatarrare.

«Encolpio, sei solo volgare.
Io invece ho stile!»
Anonimo.

Avanti Sergio, smettila, ti ho riconosciuto!

«Curto, curto, curto… Sempre a parlare male di Uccio stai. Ma chi ti paga, Vitali?
Barbone!»
AXL F.

Macchè. A dire il vero andai da Vitali chiedendo finanziamenti per la creazione di un blog politico . Ma dato che Passiatore non sa leggere, si ritenne fosse una spesa inutile.

«E’ vero che Modugno è un finto comunista?»
Pulce87

Stai parlando di uno con la barba incolta, che indossa un gilet da cacciatore, che fa il fioraio e tifa Napoli e Che Guevara. In epoca Maccartiana l’avrebbero già crocifisso.

Nelle ultime due settimane avrò iniziato a scrivere una decina di monologhi diversi su Euprepio Curto. Euprepio “Benito” Curto, secondo le indiscrezioni di una che mi scopavo. Beh, son finiti tutti nel cestino. Perché, arrivato a circa metà scritto, pensavo di aver esagerato nei toni. Sant’iddio, mi dicevo, in fondo è inutile colpevolizzarlo. Si tratta prima di tutto di un povero ed ingenuo imbecille che si è fatto fregare da un attore bravo, per carità, ma in una situazione davvero poco credibile.

Andiamo, solo per qualche minuto, ad esaminare gli aspetti apparentemente secondari della simpatica vicenda, quelli su cui la sempre arguta stampa locale ha preferito tacere.

Innanzitutto, Curto non sarà certo un bimbo prodigio, ma il premio per il “concetto meno furbo da esprimere in TV” è andato sicuramente a lui.
Uccio, l’ho sentito con le mie orecchie, ha candidamente ammesso che una grossa somma del denaro speso per l’ultima campagna elettorale aveva provenienza per lo meno “non certificata”.
Uccio, sono sempre le mie orecchie a scrivere, dice che lui parla in politichese e che altrimenti il verbo strumentalizzare ci andrebbe benissimo nel suo operato.
Uccio, (e qui le mie orecchie urlano che si può anche rubare, rispettando, perlomeno, i propri loschi complici), chiede al bravo attore di non far trapelare nulla circa gli accordi presi, che l’amico sindaco è meglio che non sappia.

Ora, onestamente, a me Curto fa schifo.

Ma, come dicevo in apertura, se mi limitassi a riportare i fatti per poi concludere con un facile giudizio morale sull’ ex senatore (ma novo farabutto), sbaglierei. La verità è che questa vicenda ha contribuito a gettare merda sull’intera classe dirigente francavillese. Da un punto di vista sociale, abbiamo perso una grande possibilità, cari lettori. Quella di fare pulizia. E invece ci ritroviamo con Vitali che nicchia, con Ammaturo che s’intimidisce, con Iurlaro che non si esprime nemmeno, con il sindaco dislessico che fugge alla ragione per la regione e con altri strani individui che salgono sul palchetto della piazza a parlare di strumentalizzazione (sic). Davvero abbiamo un solo colpevole? Davvero chi non si schiera, pur ricoprendo cariche politiche che imporrebbero un certo rigore morale, può essere giudicato innocente? Io credo di no. E, ripeto, si è perso qualcosa di grande. Tra giovani esaltati da concetti anacronistici come fascismo e comunismo, esponenti dell’opposizione locale che pubblicano bacheche la cui oggettività lascia a desiderare, raccolte di firme dal valore nullo e politici ladri o, forse ancora peggio, codardi… cos’è che ci ritroviamo?

Una cittadina dalle enormi possibilità logistiche e territoriali affossata dalla megalomania di qualcuno e dalla codardia di altri. Una cittadina, Francavilla, che oggi più che mai si presenta come modello perfettamente coerente di una nazione di merda.

La merda, già.

Sempre lei.

Buon appetito.

 

Mi chiedevo da tempo se fosse possibile instaurare una seria dialettica politica a Francavilla. La risposta è sempre stata NO, non si può. Non potevo di certo farlo io. Non ho abbastanza voti ne’, purtroppo, abbastanza soldi per comprarne. Inoltre, mi professo ateo, libertino e cinico, caratteristiche che mal si coniugano con la credibilità. Narcisista ed edonista, però, lo sono. Come Curto, cazzo. Ho anche più capelli di Vitali. E sono meno grasso di Iurlaro. Certo, non sono ancora presuntuoso come Voccoli e vesto sicuramente meglio di Modugno, vorrei precisarlo. Incredibilmente, di fare una seria dialettica politica, a Francavilla, su Francavilla… davvero, non me ne frega un cazzo. Mi accontenterò di fare satira, quella cattiva, quella scomoda, quella che tanto non capirà nessuno. Perché se è vero che tutti hanno il politico che si meritano, cari compaesani, siamo davvero una popolazione di imbecilli.

Felice di essere smentito..

 

Encolpio